|
|
|
La Festa si svolge
dall'ultima domenica di aprile( entrata
della Festa) alla seconda domenica di maggio (ottava della Festa) - la
prima Domenica di Maggio è il giorno della festa
LA COMMISSIONE 2009
Emmi
Rosario e famiglia

Se volete aiutare la commissione
nell'organizzazione della Festa 2009
Potete versare le vs. offerte direttamente ai
responsabili nella seguente modalità:
Bonifico Bancario Intestato a:
Emmi Rosario
Coordinate IBAN IT53T03019842400000000143394
“Cu vera fidi
dicemulu tutti viva viva Sant’Affiu” : chi non
conosce o non ha mai gridato, almeno una volta, queste parole non ha partecipato
ai festeggiamenti in onore dei Santi Martiri Alfio, Filadelfo e Cirino, che si
svolgono a Sant’Alfio la prima domenica di maggio. Sin dalle sue origini,
il paese ha conosciuto il culto dei tre Santi fratelli; infatti, come vuole
l’antica leggenda recuperata dalla tradizione religiosa, essi nacquero a Vaste,
piccolo paesino della Puglia, sotto l’impero di Alessandro Severo e furono
educati secondo i precetti del Cristianesimo. Cominciate le persecuzioni contro
i cristiani (con l’editto di Decio), i tre Fratelli furono arrestati e mandati a
Roma per essere giudicati da Valeriano, e successivamente, a Pozzuoli; da qui
furono portati a Messina per essere interrogati dal crudele Tertullo ( prefetto
di Lentini). Questi cercò di distogliere i tre giovani dalla loro fede, prima
con false promesse e poi con violente torture, ma non riuscendoci,adirato e
sdegnato, ordinò che una lunga e pesante trave di legno fosse legata sulle loro
spalle e portata sino a Lentini, dove i tre Fratelli sarebbero stati processati.
Diverse furono le tappe che segnarono la storia del loro passaggio; proprio dove
oggi sorge il paese di Sant’Alfio è avvenuto il primo miracolo dei tre Santi
Fratelli, il “miracolo della trave”: un turbine improvviso li liberò dall’enorme
trave (da qui è nato l’appellativo di “Sant’ Alfio la Bara” in siciliano,
“Sant’ Affiu a vara”). Anche il paese di Treccastagni deve il suo
nome ai Santi Martiri, che deriva dal latino “tres casti agni ”, ossia “ tre
casti agnelli ”, che era l’ appellativo dato ad Alfio, Filadelfo e Cirino dalla
gente del luogo, per sottolineare la purezza d’animo e l’innocenza. I tre
giovani si fermarono anche a Catania, pernottando in un carcere, dove oggi sorge
la chiesa dell’Immacolata Concezione. Arrivati a Lentini nel 251 d.C., subirono
atroci martiri: ad Alfio venne mozzata la lingua, Filadelfo fu posto su una
graticola ardente e Cirino fu immerso nella pece bollente. Ma ritorniamo alla
nostra festa! Ogni anno numerosissimi sono i fedeli che partecipano a questo
magnifico evento, per ricordare il passaggio dei tre Santi Patroni.
Caratteristica di questa festa è che essa non si avvale di nessuna commissione,
bensì, di famiglie che si incaricano di organizzare i festeggiamenti: la figura
protagonista è “u guvernaturi”, che decide, o perché ha ricevuto una
grazia o perché è scampato ad un pericolo o per semplice devozione, di
provvedere all’intera organizzazione della festa. Il “governatore”
riceve l’incarico un anno prima, consapevole che durante tutto l’anno dovrà
impegnarsi per la raccolta delle donazioni, così inizia il suo lavoro già nel
mese di aprile con una delle tante iniziative per la raccolta dei fondi: la
tradizionale “distribuzione dei pulcini”. Si distribuiscono gratuitamente
a tutte le famiglie di Sant’Alfio (e dei paesi vicini ) dei pulcini, che
verranno allevati con cura; poi, nel mese di ottobre – novembre, quando i
pulcini saranno diventati dei galli, il governatore, insieme ai suoi
collaboratori, ritira nuovamente tutti gli animali, per poi venderli e l’intero
ricavato sarà devoluto per la festa.
L’apertura ufficiale dei festeggiamenti, “l’entrata dà festa“, avviene
l’ultima domenica di aprile, alle ore 12:00, con un gran fuoco pirotecnico; per
l’occasione la Chiesa viene addobbata con sontuosi paramenti in stoffa. Il
martedì, mercoledì e giovedì, il governatore, accompagnato dalla banda, fa il
giro del paese e raccoglie le generose offerte delle famiglie, custodite
gelosamente dentro i “caruseddi” (salvadanai) . Il giovedì, in chiesa,
inizia il triduo di preparazione, mentre, lungo le strade del paese, dinnanzi ad
ogni casa, si accende la “dera” , ovvero dei falò alimentati da legna
resinosa proveniente dai pini dell’Etna. Quest’antica tradizione vuole ricordare
il passaggio dei Santi Martiri: la leggenda ci narra, infatti, che durante il
viaggio in questi luoghi, i tre Fratelli ebbero il cammino illuminato da
torce di legna resinosa, accese dagli abitanti della zona. Gli elementi
religiosi si mescolano a quelli di sapore prettamente folkroristici: per un
momento, ogni anno, Sant’Alfio sembra fermarsi; i cittadini abbandonano le loro
abituali attività, mentre i forestieri trasformano il nostro piccolo paese in un
luogo pittoresco ed in un centro di fede e devozione. Le strade principali
sfarzosamente illuminate, le numerose bancarelle dei venditori, le esibizioni
delle bande musicali per le vie del paese. Il Sabato è la vigilia della festa e,
finalmente, si apre la cappella che custodisce i simulacri dei Martiri: questo è
uno dei momenti di maggiore partecipazione dei fedeli, che si conclude con la
solenne processione delle sacre Reliquie. Compiuto il giro e ultimate le
funzioni religiose in chiesa, la folla si sposta nella piazza per assistere alla
“cantata “ in onore dei Santi . La giornata si chiude con uno spettacolo
di fuochi pirotecnici.
Si giunge, così, al momento più importante: la domenica, giorno della fasta. Sin
dalle prime ore del mattino, il suono delle campane sottolinea la solennità
della ricorrenza, mentre i devoti cominciano a giungere numerosi da tutti i
centri vicini , portando sulle spalle pesanti ceri accesi, detti
“turciuni” ed in chiesa si susseguono ininterrottamente messe. Alle
10:00 si celebra la messa solenne, con la lettura del Panegirico e avviene
l’investitura ufficiale del nuovo “governatore“. Alle 16: 00, dopo la
traslazione dei Simulacri dalla cappella al Fercolo” e dopo la “cantata”, è
finalmente il momento in cui si portano in processione le statue dei Santi
Fratelli lungo le vie del paese, ma, prima, le mamme offrono ai Santi i loro
bimbi, che salgono sulla “Vara”, portando in dono offerte votive. La
processione dura circa due ore e, dopo aver fatto rientro nuovamente in chiesa ,
vengono celebrate altre messe. Alla fine della Messa solenne della sera, il
parroco, come di consueto, informa il pubblico dei fedeli delle varie offerte
provenienti da vari paesi, in particolare dall’Australia, dove la devozione per
i Nostri Santi è forte, tanto che, dal ‘1950, anche lì, ogni anno, nella prima
domenica di maggio, a Silkwood, nel nord Queensland, si celebra la festa dei
tre Santi, a ricordo di un avvenuto miracolo ad una famiglia santalfiese
immigrata in quel luogo. Dopo, la cerimonia religiosa si concluderà con i
solenni “Vespri” delle ore 21:00 e la chiusura dei Santi nella
cappella, “a trasuta di Santi”, accompagnata dalle grida di evviva di tutti i
fedeli, che rappresenta il punto conclusivo dell’aspetto religioso della festa.
Finiscono così i tanti attesi giorni di festa e tutto ricomincia: il nuovo
governatore pensa alla festa dell’anno dopo e tutti noi “Sant’Affioti“
aspettiamo con ansia che passino altri trecentosessantacinque giorni per poter
riassistere a questa magnifica e inimitabile “Festa di Sant’Affiu” .
Importante è anche la data dell’11 settembre, giorno in cui si ricorda il
passaggio dei Santi dal nostro paese; per ricordare questo momento, ricorrenza
di recente istituita. Per far si che queste tradizioni popolari non svaniscano
nel nulla, convinti dell’importanza che queste hanno avuto nell’evoluzione
dell’uomo, si è deciso di farle rivivere e riportarle alla luce attraverso
varie iniziative: si è cercato di riproporre alla comunità alcuni antichi canti
, dedicati ai Santi Patroni, ormai dimenticati e sostituiti da più recenti Inni,
attraverso un concerto, svoltosi durante i giorni di festa ed è stata
organizzata nel salone della chiesa una mostra fotografica dal titolo “La
Festa com’ era”, che documenta l’evoluzione della manifestazione attraverso
suggestive immagini, per valorizzare e rispettare il nostro passato e
trasformarlo nel nostro presente.
|
|
Qui vengono riportate delle
foto sulla Festa dei Santi Alfio, Filadelfo e Cirino
|
Pagina
Precedente
|
|
|