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Sant’Alfio offre al visitatore uno scenario naturalistico di grande interesse, e non è affatto difficile avventurarsi in alcune escursioni dove i nostri occhi non si stancheranno mai di ammirare lo splendore della natura circostante. Naturalmente, l’Etna ed il suo habitat costituiscono gli elementi fondamentali affinché le escursioni possano diventare indimenticabili. Fra quelle praticabili segnaliamo: In auto al bosco Cerrita a metri 1360 così chiamato perché costituito essenzialmente da Cerri, una particolare quercia che solo in questa zona dell’Etna diventa bosco, e al Rifugio Citelli costruito a 1740 di quota sulla cima del Monte Concazze. Dal Rif. A piedi possono nascere diverse escursioni dalle più semplici come quella vicino ai Monti Sartorius circondati alla Base da splendidi boschi di Betulla aetnensis a quelli di media difficoltà come l’escursione verso Rocca della Valle con suggestiva visione della Valle del Bove, o verso Pizzo Deneri, o fin sopra al cratere centrale.
Comunque da Sant’alfio
dipartono altri numerosi itinerari accessibili praticamente a tutti.
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Itinerario 1 |
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GROTTA DEI LADRI, 1547 m DAGALA DELLO ZIO PEPPE, 1565 m |
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Scheda:
LOCALITA’ DI PARTENZA: GROTTA DEI LADRI
LOCALITA’ DI ARRIVO: SP “MARENEVE” vicino al bivio per il Rifugio Citelli
LUNGHEZZA: 3 km
DURATA: 1 ora
GRADO DI DIFFICOLTA’: FACILE
Breve descrizione:
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“Grotte a la neige”, così chiamava l’attuale Grotta dei Ladri il grande viaggiatore e pittore estemporaneo del 700 Jean Houel nel suo “Voyage de la Sicile, de Malta et de Lipari” e ancora, l’antico sentiero di Turi della Nina e la lenza (dagala) dello zio Peppe, capraio amante della montagna e della solitudine, devotissimo della Madonna; sono questi i motivi salienti della bella passeggiata compresa tra le betulle di Piano delle Donne e l’imponente colata lavica del 1865.
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Itinerario 2 |
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RIFUGIO CITELLI, 1747 m GROTTE SERRACOZZO, 1750 m RIFUGIO CITELLI
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LOCALITA’ DI PARTENZA: piazzale RIFUGIO CITELLI
LUNGHEZZA: 6 km (il ritorno avviene sullo stesso percorso dell’andata)
DURATA: 3 ore
GRADO DI DIFFICOLTA’: MEDIO/DIFFICILE
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Questo itinerario svolgendosi a quote medio/alte su tratti non sempre segnati costituiti da fondi prevalentemente sabbiosi e rocciosi, dà l’idea, almeno nella prima parte, di come potrebbe essere una eventuale e più impegnativa escursione ai crateri sommitali. Molto interesse suscita il cambiamento del paesaggio con la betulla che cede via via il passo ai cuscinetti di astragalo e alle altre piantine endemiche, ormai le uniche colonizzatrici dell’imminente deserto vulcanico. Altrettanto avvincente ed interessante sarà percorrere un tratto della grotta di scorrimento lavico di contrada Serracozzo generata dalla catastrofica colata del 1971, la stessa, per intenderci, che tenne col fiato sospeso gli abitanti di Fornazzo e Sant’Alfio.
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Itinerario 3 |
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PIANO DELLE DONNE, 1659 m MONTI SARTORIOUS, 1765 m CASE FICHERA, 1712 m
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Scheda:
LOCALITA’ DI PARTENZA: PIANO DELLE DONNE
LOCALITA’ DI ARRIVO: piazzale MONTE BARACCA, 1685 m
LUNGHEZZA: 5 km
DURATA: 3 ore
GRADO DI DIFFICOLTA’: MEDIO
Breve descrizione:
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L’attrazione di questo percorso, che si snoda lungo un sentiero predisposto dall’Ente Parco dell’Etna, è senza dubbio la betulla. Tale albero, dalla singolare corteccia bianca, capitato qui dopo l’ultima glaciazione, ha sviluppato dei caratteri particolari tanto da essere considerato una specie endemica (Betula aetnensis) e nel Sud, a parte la piccola colonia esistente sul Vesuvio, è presente solo sull’Etna. Altre peculiarità sono rappresentate dall’apparato eruttivo dei Monti Sartorious disposto a “bottoniera” e dalla vicinissima pineta di Linguaglossa famosa per la presenza del pino laricio.
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Itinerario 4 |
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RIFUGIO SERRA BUFFA, 1285 m BOCCHE ERUTTIVE DI RIPE DELLA NACA, 1195 m CHIESETTA MAGAZZENI, 1017 m
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Scheda:
LOCALITA’ DI PARTENZA: piazzale SERRA BUFFA, 1366 m
LUNGHEZZA: 6 km
DURATA: 3 ore
GRADO DI DIFFICOLTA’: FACILE
Breve descrizione:
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Piacevole e rilassante escursione nel bosco della Cerrita (unica zona etnea in cui il Cerro assurge alla condizione di bosco) passando per un tipico ovile e per il rifugio di Serra Buffa, e dalle bocche eruttive di Ripe della Naca, le cui lave distrussero l’antica Mascali. La meta finale è la piccola chiesa di contrada Magazzeni molto cara alla memoria dei Santalfiesi. La chiesetta, di recente costruzione, sorge infatti proprio nel luogo dove, il 3 novembre 1928, la lava che minacciava Sant’Alfio, per intercessione dei Santi protettori Alfio, Cirino e Filadelfo le cui sacre reliquie furono ivi portate in processione, ebbe miracolosamente fine. Da allora, lo stesso giorno di ogni anno, si perpetua il tradizionale pellegrinaggio di ringraziamento.
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