RASSEGNA STAMPA 

 

Il futuro del turismo

A Grado si è svolta una delle Assemblee nazionali dell'Unpli (Unione nazionale Pro loco d'Italia) che ha riscosso più successo. Consistenti infatti i numeri di questo incontro di tre giorni a Grado che ha accolto 1.400 rappresentanti delle 5.000 Pro Loco esistenti oggi in Italia, 400 erano i delegati che hanno partecipato ai lavori assembleari.

Questo l'intervento del sottogretario Nicola Bono: “Quello che si evidenzia oggi in Italia – ha dichiarato il rappresentante del Governo – è la poca chiarezza delle politiche, delle linee operative e dei compiti nella gestione del turismo. La sensazione che si ha è che dopo la riforma si è passati da un centralismo unico a una ventina di centralismi periferici, con evidenti effetti di discontinuità nella promozione.

Bisogna invece fare “sistema”, cosa che è certamente molto difficile attualmente per la polverizzazione dell'organizzazione. Quindi sono importanti iniziative come questa delle Pro Loco per individuare cosa è possibile migliorare”.

Bono ha quindi sottolineato come l'Italia riesca a calamitare soltanto il 5% dei flussi turistici mondiali, a dispetto del grande patrimonio storico e culturale, ma anche paesaggistico e umano che invece può vantare.

“Manca ancora in Italia – ha continuato il sottosegretario – la comprensione di come la cultura possa essere volano per il turismo. Non soltanto quella legata ai musei o ai monumenti, ma anche alle tradizioni popolari. Il turismo è infatti fatto di tanti richiamo, e per ognuno vanno studiate delle politiche che permettano di fare sistema. Il Paese dei mille campanili, come è l'Italia, deve diventare il Paese dei 100 sistemi turistici locali.

In questo panorama le Pro Loco, per la loro natura pubblico-privata e per la loro diffusione capillare anche nei più piccoli paesi, possono contribuire alla creazione di questo sistema.
Per farlo, però, devono avere una definizione giuridica e un riconoscimento a livello nazionale, pur in un'ottica federalista”.

La provincia di Catania è stata rappresentata da Antonino La Spina, quale presidente provinciale Unpli, e dalle Pro Loco di Riposto, Mascalucia, Sant'Alfio, Fiumefreddo. Nel suo intervento La Spina ha evidenziato gli importanti risultati conseguiti in ambito regionale nati dalla collaborazione con l'assessore al Turismo Francesco Cascio il quale, dopo anni di buio, finalmente è riuscito a ridare lustro ad uno degli assessorati più importanti per la Sicilia. 

Tra i esiti da sottolineare La Spina ha evidenziato il rifinanziamento del capitolo relativo alle Pro Loco con un miliardo delle vecchie lire, ed il riconoscimento dei compiti e delle funzioni che è scaturito dal recente convegno svoltosi al Comune di Santa Venerina, che ha visto tra l'altro la presentazione della nuova bozza di legge che prevede appunto il riconoscimento di un ruolo di primo piano nel settore della promozione e della fruizione turistica. 

La Spina si è quindi soffermato sulla situazione relativa alla Provincia catanese dove le Pro Loco già da diversi anni vivono in una situazione privilegiata grazie alla politica svolta dall' on. Nello Musumeci e dall'Apt di Catania che hanno fornito i mezzi finanziari e organizzativi, indirizzandole a svolgere i compiti di informazione ed accoglienza turistica.
I

l presidente nazionale dell'Unpli, Claudio Nardocci, ha quindi fatto il discorso conclusivo dell'Assemblea che ha tratteggiato il futuro delle 5.000 e più Pro Loco di tutta Italia e che ha chiesto a gran voce al Governo una legge tutta per loro che ne riconosca il ruolo e che sancisca tutta una serie di agevolazioni fiscali e burocratiche che rendano agevole l'operato gratuito dei volontari.

 

SANTA VENERINA - Proficuo confronto di idee al convegno nell'ambito dell'«EnoEtna»
Pro Loco motori del turismo
Musumeci: «Ma non siano doppioni degli assessorati»
 

 

SANTA VENERINA - L'analisi della situazione delle Pro loco in Sicilia e le prospettive per una loro riqualificazione, sulla scorta delle esperienze maturate nel resto d'Italia, sono stati gli argomenti principali del convegno «Sicilia: una legge per le Pro loco», svoltosi a Santa Venerina nell'ambito della manifestazione «EnoEtna».

I lavori hanno visto la partecipazione dei vertici dell'Unione nazionale Pro loco d'Italia, rappresentata a livello provinciale, regionale e nazionale, nonché del Presidente dell'Azienda provinciale turismo di Catania e presidente dell'Ap, on. Nello Musumeci, e dell'assessore al turismo del Comune di Santa Venerina, Giuseppe Spina.


È stato il presidente provinciale e vicepresidente regionale dell'Unpli, Antonino La Spina, moderatore del convegno, ad aprire il dibattito: «Nella provincia di Catania, grazie soprattutto all'azione dell'Apt, importanti passi avanti sono stati compiuti, anche se molto resta ancora da fare. Si avverte la necessità di una normativa che uniformi gli interventi delle Pro loco, finora avvenuti in maniera diversa di caso in caso. 

Questo ha anche provocato, in alcuni casi, una sovrapposizione di ruoli tra le associazioni e gli enti locali». «Per essere efficace - ha spiegato il presidente Musumeci - la Pro loco deve evitare di fare il doppione dell'assessorato al Turismo del proprio ente e sforzarsi, invece, di offrire a questo un supporto nella gestione dei flussi turistici: organizzando itinerari, fornendo servizi, agevolando il soggiorno dei visitatori. 

L'Apt di Catania è intervenuta in questo senso e ha inoltre stanziato dei fondi che quantomeno forniscono alle Pro loco una sede dignitosa. Le Pro loco, da parte loro, hanno la necessità di agire in autonomia rispetto agli uomini politici ed agli amministratori».

Rimangono, tuttavia, non pochi problemi, illustrati dal presidente regionale dell'Unpli Filadelfo Inserra. In Sicilia esistono 23 Pro loco, di cui 42 in provincia di Catania. 

L'esigenza comune è quella di incoraggiare e sostenere adeguatamente l'attività di tali associazioni. Sulla stessa linea il consigliere regionale dell'Unpli Francesco Recca, ragusano, secondo il quale non si tratta di chiedere denaro, ma di essere messi in grado di offire servizi ai turisti. 

Diversi esempi, in questo senso, vengono dal resto d'Italia; dal Piemonte, per esempio, come ha spiegato il vicepresidente nazionale Nanni Vignolo.

E in Sicilia? «La Regione siciliana - ha spiegato l'avv. Massimo Costa, consulende dell'ass. Francesco Cascio - ha tirato fuori dai cassetti una pratica dimenticata da oltre trent'anni e ripristinato il contributo il 1 miliardo delle vecchie lire. Alle Pro loco, inoltre, è dedicato un intero articolo della nuova legge quadro sul turismo, attualmente in discussione in Giunta, propedeutica per i successivi interventi di secondo grado».
                                                                                                                                        

                                                                                                                                         0razio Vecchio

 

 

Pagina precedente